Radici

Martedì, 27 Febbraio, 2007 at 4:48 pm | In Fatti miei |

Leggevo questo post di Blimunda che, per via nella mia attuale situazione, mi tocca molto da vicino. E mi sono trovata a riflettere sul fatto che in realtà, la mia attuale situazione è condivisibile con quella di molti altri.

Voglio andare via di casa. A questo punto si pone il solito, drammatico dilemma: affitto o mutuo. Sì, lo dico da anni e ancora non l’ho fatto, però è così. In realtà vorrei andare via di casa più o meno dall’età di 15 anni. I motivi lasciamoli perdere per un attimo, anche se basterebbe solo il fatto che di anni oggi ne ho 25 anni e che sarebbe pure ora. Analizziamo per un attimo i motivi per cui ancora non l’ho fatto:

1) indebitarmi di 200-300 mila euro per i prossimi 20-30 anni, sempre nel caso che il mutuo me lo concedano resta inteso, non è che sia una prospettiva proprio allettante per la sottoscritta.

2)Fare la fame per avere in affitto un monolocale di 50 mq in periferia, dal quale il giorno dopo mi possono sfrattare, vi assicuro non collima molto bene con i miei desideri attuali.

3)Cambiare lavoro e accedere di prepotenza nel grande mondo del precariato, avendo un affitto/mutuo da pagare è piuttosto rischioso. Ma d’altra parte altre realtà lavorative, attualmente, non sono contemplate. Almeno in Italia. Quindi o mi tengo il mio lavoro e accendo un cero alla madonna ogni giorno ringraziando di poter pagare l’affitto/mutuo o faccio la fame cambiando lavoro e città/regione/stato. Alla faccia della flessibilità.

4) Potrei chiedere aiuto ai miei genitori, e già questa è una fortuna, ma che indipendenza potrei guadagnarmi agendo in questo modo? E chi non ha genitori a cui chiedere soldi, come fa?

La prossima volta che qualcuno mi dice con la faccia schifata che gli italiani sono mammoni e vogliono rimanere a casa fino a 30 anni, gli do una roncolata sulle gengive. Se un altro politico si lamenta dei giovani italiani gli vado a tirare le uova marce sulla Mercedes targata CD. Se un altro mi chiede perchè ancora non me ne sono andata via di casa, gli do un calcio sugli stinchi senza nemmeno fargli finire la frase.

Forse mi sbaglio, ma mi pareva fossimo europei. Da buona cittadina comunitaria allargo il mio punto di vista: mi chiedo quindi perchè un berlinese per un appartamento di 50mq paghi 200€ al mese, un parigino o un madrileno 700€, e un romano 900€? Ovviamente non mi metto ad analizzare gli stipendi, perchè lì davvero sarebbero belle risate.

Io abito a Roma e,nel caso non lo sappiate, l’affitto di un monolocale si aggira intorno ai 700-800 euro. Per comprarla una casa, il prezzo è proporzionale. Ora io per il momento non lo sono, ma immaginate un precario o uno studente fuori sede che guadagna 900-1000 euro al mese. Ci siete? Ecco, facendo due calcoli terra-terra: se io guadagno 1000 euro, tolgo 800 euro per l’affitto, rimangono 200 euro per le spese e per sopravvivere durante il mese tra spesa e bollette (magari anche per pagare libri e tasse universitarie), come arrivo a fine mese senza chiedere i soldi a mamma e papà o chiedere l’elemosina?

Chi mi risponde, alle prossime elezioni lo voto come presidente del consiglio.

4 Commenti »

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  1. Il fatto che nessuno abbia ancora commentato non credo sia un caso…stavamo tutti singhiozzando rivedendoci nella tua (nostra) situazione!

    Proviamo con la Finlandia?

    Commento di Alessia — Martedì, 27 Febbraio, 2007 #

  2. La Svezia non sarebbe male e nemmeno la Spagna, anche se a prezzi per quest’ultima siamo lì. ;-)

    Commento di stregatta — Martedì, 27 Febbraio, 2007 #

  3. Già che c’ero mi sono dato una letta anche al post di Blimunda… bhè io non ho un mutuo (e comunque non me lo darebbero) sono stato in affitto a Roma (e ne ho pagate salate) ed ora sono in affitto a PG…
    E’ uno strazio sentirsi dire che stai buttando soldi dal 98% dei tuoi conoscenti, ma la libertà, intesa come libertà di cambiare casa/lavoro/città si paga.
    Ben contento di pagarla visto che più di 2 anni nello stesso posto non riesco a starci…

    Commento di VoCIOnE! — Mercoledì, 28 Febbraio, 2007 #

  4. La questione casa è un problema politico, che andrebbe risolto dalla politica, ma seriamente. E sul seriamente crolla e si vanifica qualunque speranza.
    Faccio un esempio: prendiamo l’automobile. Durante l’orario di punta, a Roma, (l’orario di punta a Roma è dalle 7:00 alle 21:00), è possibile osservare centinaia di migliaia di macchine con, dentro, una sola persona. Acquistare una macchina, con gli incentivi, le minirate, i maxiratoni rifinanziabili, è un giochino da ragazzi. Epperò lo Stato s’incazza perché l’auto danneggia l’ambiente, e quindi giù domeniche a piedi, targhe alterne, blocchi nella fascia verde che in realtà è una benda nera.
    Casa: ragazzi, ma anche adulti, mariti separati, single che guadagnano poco, tutti stipati in case in affitto, da 400 euro a stanza.
    Eppure basterebbe una leggina, due righe in un decreto, e spostare tutti gli incentivi dalle auto alle case. Sarà forse, però, che una casa non consuma benzina, non parcheggia in divieto di sosta e non ha bisogno di assicurazione? ;)

    Commento di Tittyna — Mercoledì, 28 Febbraio, 2007 #

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