L’importanza di chiamarsi Jessica

Martedì, 1 Maggio, 2007 at 7:33 pm | In Navigando, Riflessioni | Leave a Comment

Tempi difficili per i genitori, la scelta del nome per i propri figli si fa sempre più complicata. Soprattutto alla luce degli ultimi studi pubblicati dal prof. David Figlio (un cognome di ironica coincidenza) che sostiene che un nome sbagliato o poco “femminile” possa determinare la carriera scolastica e lavorativa della propria figlia, se non addirittura essere motivo di discriminazione. Aiuto.

Infatti lo studio sembra essere incentrato in realtà sulla discriminazione femminile, con tanto di classifica, che indica il nome di Isabella come quello con il maggior indice di femminilità.


Insomma se sei uomo e ti chiami Asdrubale o Marco, presumibilmente fai carriera lo stesso. Ma se ti chiami Grace e non Jessica probabilmente non hai le stesse probabilità di successo. Se poi ti chiami Anna, visto che è un nome con un alto indice di femminilità, quasi sicuramente non ami le materie scientifiche. Scordati la carriera di ingegnere aerospaziale, mia cara, nome sbagliato. I pregiudizi ti spingerebbero verso economia domestica, invece che verso fisica nucleare.

Figlio pointed to the controversy that arose over the first talking Barbie’s phrase, “math is hard.”

“It is a stereotype, and girls with particularly feminine names may feel more pressure to avoid technical subjects,” he said.

Mi chiedo se tali discriminazioni nel mondo del lavoro e dello studio esistano anche per la categoria maschile. Nessun articolo ne parla, nè tanto meno pare la ricerca dell’illustre David.

Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che non è questione di indice di femminilità del nome, ma che essere donne e avere un utero è una discriminante più che sufficiente in sede di colloquio. Che le donne amano la scienza al pari degli uomini, ma non vengono altrettanto incoraggiate. Probabilmente un nome più femminile incentiva inconsciamente questo processo discriminatorio. Mi pare che il problema qui non sia il nome, ma il pregiudizio.

Mi viene da sorridere pensando ad una coppia di miei amici che medita di chiamare i propri figli Conan e Metallica. Alla faccia dei pregiudizi e del prof. David Figlio.

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