Moriremo tutti: ansia da attacco terroristico
Lunedì, 14 Maggio, 2007 at 4:17 pm | In Fatti miei |In quest’ultimo periodo prendo quasi ogni giorno la metro. Sono persino diventata una tesserata atac (ancora per un mese ho la possibilità di utilizzare la tessera studenti e che faccio, non ne approfitto?) e non vedo l’ora di provare i nuovi tornelli antirom.
Insomma, faccio lunghi tragitti sulle linee A e B, schizzando da una parte all’altra di Roma. Come se non bastasse già lo sfinimento da iperattività compulsiva, ho studiato un diabolico metodo per rendermi il tragitto più piacevole: l’appanicaggio da terrorista. Sogno ogni notte di essere dilaniata da una bomba farcita di tritolo o, nella migliore delle ipotesi di sopravvivere, giusto i tempo di morire soffocata o bruciata in galleria o magari fulminata perchè finisco su un filo dell’alta tensione mentre guadagno la via di fuga. Un’immaginazione apocalittica e masochista, lo so.
Rifiuto che questo possa pormi dei limiti, così cerco di sconfiggere l’ansia ascoltando musica con il mio veterano ipod, ma scrutando i miei compagni di vagone mi chiedo cosa potrebbe nascondere uno zaino o una pancia più prominente. Sono arrivata a sospettare di una donna incinta! Alla fine per evitare la metro mi faccio persino 4 chilometri in più per andare a prendere l’autobus, evitando come la morte “possibili obiettivi sensibili”. Il che ha del folle, essendo Roma stessa un obiettivo sensibile.
E io sono quella che l’11 settembre era fuori Italia per lavoro ed è tornata trottellerando felice in aereo a Fiumicino pochi giorni dopo, mentre mia madre voleva venirmi a prendere in Germania in macchina. Voglio uno psicanalista!
Possibile che la psicosi da attentato, che fino a poco tempo fa deridevo sorniona, mi abbia contagiato con tale virulenza?
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