Il mio cane moquette

Domenica, 10 Giugno, 2007 at 11:32 pm | In Fatti miei |

Essere possessori di un samoiedo comporta determinate responsabilità. A parte quelle strettamente necessarie alle esigenze canine, ci sono infatti quelle relative ai fattori sociali e di toletta.

Le prime prevedono diverse soste ad ogni uscita dell’animale. Un cane di questo tipo attira infatti l’attenzione della gente ed ogni adulto, ma specialmente bambino, che vede un peluche formato gigante si sente obbligato a doverlo toccare. E solitamente la cosa gli riesce bene, poichè il cane in questione ha ormai compreso che ad ogni “Bello!” corrisponde un consistente bonus di coccole, con il risultato che ad ogni esclamazione di questo tipo vengo trascinata (è bene ricordare che i samoiedo sono cani da traino) sull’asfalto o sull’erba fino a che l’autore del “Bello!” (e delle potenziali coccole) non viene raggiunto. A quel punto, mentre mi tolgo il brecciolino dalle ginocchia e i fili d’erba dagli incisivi, scattano i soprannomi: “nuvola”(si chiama Cloud mica a caso…), “peluche”, “orso”, “morbidone”, “zucchero filato”, “cotton fioc”, “neve”…Ne ho sentite di ogni tipo e colore.

Le seconde sono necessarie per il buon mantenimento del pelo dell’animale, che seppur voluminoso non ha poi necessità di particolari attenzioni, a parte qualche lavaggio in più e una buona spazzolata durante la muta. Pena ritrovarsi invasi da batuffoli di candida lana e essere soggetti a corpose nevicate nei corridoi. Dalla scorsa estate però, a causa del caldo e della mancanza di ferie da passare in montagna, ho deciso di tosarlo completamente. Ne risente un po’ l’estetica, ma il cane ne guadagna in benessere, così lo scorso sabato del suo bel manto ha conservato solo la criniera e la coda piumino. Mia madre si aggira furtivamente per coprirlo con una maglietta o un maglioncino poichè sostiene che abbia freddo, cosa in verità piuttosto difficile con una temperatura di 30° in prossimità del condizionatore, ma dopo l’esperienza del maglioncino fucsia per il gatto (è una lunga storia di cui ho testimonianza fotografica, ma che non credo sia il caso di condividere) e le mie critiche incalzanti si mantiene per fortuna sui soli propositi.

A questo punto mi trovo a portare in giro un animale piuttosto buffo e praticamente nudo, tranne che per un leggero strato di sottopelo, lasciato per proteggere la pelle, e un faccione e una coda pelosi. Pensavo che questo espediente mi avrebbe risparmiato dagli oneri di cui sopra, ma mi sbagliavo…

Stasera mi trovavo a passeggiare vicino casa e ho incontrato un gruppo di ragazzi davanti ad una pizzeria che mi hanno avvicinato per accarezzare il cane. E vabbè. Sono cominciati i vari soprannomi, fino a che ho sentito qualcosa che mi ha colpito: “ahò, senti che forte questo cane! Sembra moquette…A cì, vieni ad accarezzare il cane moquette”. In pochi secondi si è formata una piccola folla che accarezzava compulsivamente Cloud.

Inutile dire che era felice come pochi e che io tutto avrei pensato tranne di possedere un cane moquette.

4 Commenti »

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  1. Io necessito della foto del cane moquette!!! Hihihhii!!! E fagli una carezza da parte mia!!! :P

    Commento di JeeS — Lunedì, 11 Giugno, 2007 #

  2. Beh, allora la toletta gliela puoi fare con l’aspirapolvere! :-P

    Commento di Zelig — Lunedì, 11 Giugno, 2007 #

  3. [...] al mondo c’è qualcuno che c’ha il cane di moquette, io sono l’infelice datore di cibo di un gatto col bruttomale perenne… ma [...]

    Pingback di Bruttomale a zompi « staceppa 2 (codename phoenix) — Lunedì, 11 Giugno, 2007 #

  4. Una foto, una foto, presto!! :-D

    Commento di Mauro Cicognini — Martedì, 19 Giugno, 2007 #

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