Moriremo tutti: ansia da attacco terroristico
Lunedì, 14 Maggio, 2007 at 4:17 pm | In Fatti miei | No CommentsIn quest’ultimo periodo prendo quasi ogni giorno la metro. Sono persino diventata una tesserata atac (ancora per un mese ho la possibilità di utilizzare la tessera studenti e che faccio, non ne approfitto?) e non vedo l’ora di provare i nuovi tornelli antirom.
Insomma, faccio lunghi tragitti sulle linee A e B, schizzando da una parte all’altra di Roma. Come se non bastasse già lo sfinimento da iperattività compulsiva, ho studiato un diabolico metodo per rendermi il tragitto più piacevole: l’appanicaggio da terrorista. Sogno ogni notte di essere dilaniata da una bomba farcita di tritolo o, nella migliore delle ipotesi di sopravvivere, giusto i tempo di morire soffocata o bruciata in galleria o magari fulminata perchè finisco su un filo dell’alta tensione mentre guadagno la via di fuga. Un’immaginazione apocalittica e masochista, lo so.
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Blogmania 2
Sabato, 12 Maggio, 2007 at 12:36 pm | In Blogopalla | 2 CommentsLeggevo sorridendo questo post sui 5 motivi per non avere un blog e mi dicevo quanto può essere forte la dipendenza da questo strumento web. Di quanto fa parte di noi e di quanto ne sentiamo la mancanza quando siamo lontani:
Un motivo per non avere un blog è che poi dopo diventa un’ossessione, e diventa anche difficile, io immagino, per coloro che devono vivere con uno che ci ha un blog, vivere con uno che tutto quel che vede, sente o dice, lo vedi che sta elaborando per farlo diventare un post.
Un motivo per non avere un blog è che poi ti senti obbligato a scriver anche le volte che non avresti voglia di scrivere, e allora poi ti escon dei pezzi che non sai mica da dove son usciti, sembra che si sian scritti da sé e invece li hai scritti te, e irrimediabilmente son delle stronzate.
Un motivo per non avere un blog è che se poi ce l’hai, se per caso per qualche giorno stai senza per qualche motivo, stai male.
E voi, come ve la cavate con la Blogmania?
In memoria di una Duchessa
Venerdì, 11 Maggio, 2007 at 2:44 am | In Fatti miei | 2 Comments ![]()
Ci siamo incontrate quando avevo 6 anni al mercato di porta portese ed è stato un colpo di fulmine. Eri dentro una scatola di cartone insieme ad altri cuccioli, rannicchiata in un angolo, terrorizzata. I miei genitori non volevano prenderti perchè non eri abbastanza vivace e non sembravi in buona salute, ma io non ho sentito ragioni: volevo te e ti indicavo piangendo, muta e testarda. Sapevo che eri solo spaventata come io lo sono spesso. Con la caparbietà dei miei capricci ho convinto mia madre a sceglierti, ma oggi penso che le sia bastato semplicemente tenerti in braccio per non lasciarti più.
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Perchè mi vuoi bene?
Giovedì, 10 Maggio, 2007 at 1:27 am | In Riflessioni | 3 CommentsMi sono trovata veramente in difficoltà per rispondere a questa domanda: come fare a spiegare una cosa che ha così poco a che fare con le parole? Come si può descrivere l’amore di una madre per un figlio o quello che lega una coppia?
Sono una persona analitica e cerco di studiare le cose razionalmente, a volte scadendo nel dogmatismo. Per questo mi sono ritagliata una parte del problema, quella che mi appare più vicina: l’amore tra due persone, che decidono di affrontare la loro vita come una coppia. I motivi per cui si ama quali sono?
Si ama qualcuno perchè ci piace: occhi, bocca, mani, capelli, piedi. E’ vero amiamo tutto questo, ma non racchiudono in sé la verità del nostro sentimento. Calamitati da una forza misteriosa l’uno verso l’altro, in una vertigine di desiderio: l’attrazione fa parte delle nostre emozioni, ma non è sinonimo di amore.
L’importanza di chiamarsi Jessica
Martedì, 1 Maggio, 2007 at 7:33 pm | In Navigando, Riflessioni | No CommentsTempi difficili per i genitori, la scelta del nome per i propri figli si fa sempre più complicata. Soprattutto alla luce degli ultimi studi pubblicati dal prof. David Figlio (un cognome di ironica coincidenza) che sostiene che un nome sbagliato o poco “femminile” possa determinare la carriera scolastica e lavorativa della propria figlia, se non addirittura essere motivo di discriminazione. Aiuto.
Infatti lo studio sembra essere incentrato in realtà sulla discriminazione femminile, con tanto di classifica, che indica il nome di Isabella come quello con il maggior indice di femminilità.
Codice di condotta: i comandamenti del blogger
Martedì, 24 Aprile, 2007 at 5:47 pm | In Blogopalla | 4 CommentsSi discute dell’autoregolamentazione dei blog.
Alla luce dell’episodio Kathy Sierra si è scatenato un gran polverone che ha investito la blogosfera. Come sempre, quando si verificano eventi spiacevoli come questo in molti, compresi New York Times e BBC, si interrogano sulla necessità di un codice deontologico per i blog.
Al contrario di quello che si pensa, la discussione non è certo una novità. Se ne è parlato in passato per via della forte componente giornalistica e d’informazione dei blog, che secondo alcuni dovrebbero essere regolamentati al pari dell’ordine dei giornalisti. Questa volta però si sono mossi pilastri del web come Tim O’Reilly (qui i punti in italiano) e Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, che lo indicano come un passo necessario.
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Blogmania
Lunedì, 23 Aprile, 2007 at 11:13 am | In Blogopalla | 3 CommentsDa Sapere.it:
manìa: manìa
s. f.
com. esaltazione della mente, fissazione morbosa che porta ad atti impulsivi
us. est. fissazione irragionevole
fig. passione e interesse eccessivi, ma che non oltrepassano i limiti della normalità e della ragionevolezza
fig. desiderio, impulso irrefrenabile
propr. in psicopatologia, stato psichico particolare accompagnato da determinati sintomi (ottimismo immotivato, logorrea, eccitazione).
Kate Walsh, alla faccia delle etichette discografiche
Venerdì, 20 Aprile, 2007 at 9:29 am | In Fatti altrui | 1 CommentLa storia di Kate Walsh dovrebbe essere normale. Dovrebbe esserlo in un mondo in cui se hai il talento hai automaticamente anche il resto. Ma in questo mondo funziona che se hai talento forse ce la fai o forse no. E se non lo hai, poco male, sempre che tu abbia soldi o potere sotto le chiappe.
Succede nella musica, dove le etichette discografiche escludono la gente come Kate, nel mondo della moda, dove un brand con un grande successo di pubblico fatica a farsi conoscere, o nell’editoria, dove un autore viene pubblicato solo con determinate garanzie. Internet sta cambiando tutto questo. Alla faccia delle etichette discografiche che spendono miliardi in promozione e cd, mentre Kate registra nello scantinato del suo amico Tim e produce i suoi cd con pochi pounds, scalando le classifiche inglesi. Affogatevi di bile!
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Sorelle D’Italia, finalmente ci sono anch’io
Giovedì, 19 Aprile, 2007 at 10:38 pm | In Blogopalla | 2 CommentsE’ stata dura. Sono tornata alle nove e mezza dall’ufficio, ho mangiato di fronte al pc e ho rinunciato a lavarmi i capelli per scrivere questo post, ma avevo troppe cose da dire e sapevo che se non l’avessi fatto ora non sarei riuscita più a raccogliere le idee come volevo. La mia igiene personale e il mio sostentamento alimentare potevano aspettare, il post no.
Ho riletto il tutto mentre davo la buonanotte via telefono alla dolce metà e scaricavo la posta. Lo stato mentale del momento non era ottimale, ma la lucidità non è una qualità di cui mi posso vantare spesso. Insomma, ecco il mio primo e sudato post su Sorelle D’Italia. Si parla dei flussi migratori degli italiani all’estero, un argomento con cui mi scontro frequentemente negli ultimi tempi.
E ora, finalmente, mi vado a fare la doccia.
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